
Gamebanshee mi fa noto di un articolo su Rock Paper Shotgun diviso in tre parti (The Body, The Mind, The Soul) che tenta di spiegare “Pathologic”, rpg/fps/adventure sviluppato dalla russa Ice-Pick Lodge, considerato l’esperienza più brillante single-player dell’ultima decade.
Difficile, ingiocabile, dannatamente criptico ma con una struttura narrativa impareggiabile sono le sue caratteristiche. Naturalmente, dopo queste definizioni, di chi ne sa qualcosa, mi sono interessato e mi sono sorbito il lungo articolo.

“Pathologic” narra di un’epidemia che sta decimando una città industriale russa. Ci troviamo nel 1910.
Nei panni di un dottore (the Bachelor), uno sciamano (the Haruspicus) o una giovane ragazza dai poteri divini (the Devotress) ci sarà chiesto di contenere questa terribile peste e trovare una cura.
Niente è facile come sembra: oltre a doversi occupare della malattia, bisognerà pensare pure alla propria soppravivenza: cibo, acqua, medicinali, e, non da ultimo, armi. Ma non esiste il mercato. Senza contare che allo stesso tempo bisognerà cercare di non rimanere infetti dalla mortale piaga. E le carvene sono fucking caverne: non ci si trova all’interno soldi o medicinali dietro una pietra qualunque.
Quel bambino indifeso che corre pe la strada.. ecco, forse ha del cibo. Non lo mollerà di sua volontà.

Giorno dopo giorno la situazione peggiora: ad ogni notte, prima di andare a dormire, un messaggio ci ricorda quanti giorni ci rimangono e che tutto finirà (cosa? Il mondo? La vita del personaggio?), e non è un incubo. L’anarchia regna sovrana, strani casi occorrono, arriva l’esercito armato di lanciafiamme e un’inquisizione pronta ad estirpare a vista ogni malato. Grossi e macabri edifici torreggiano su ciò che rimane: una macelleria sigillata con ancora all’interno i macellai, una sorta di grottesco rettangolo di cemento che contiene pazzi, un edificio non meglio identificato fisicamente impossibile in mano a bambini abbandonati e orfani che girano con maschere di cani malamente cucite. Il culto della vacca, il sangue, gli organi, il corpo, la carne. E il teatro.
Sì, il teatro e la carne, elementi ricorrenti e tenebrosamente presentati. Non viene quasi definito come gioco, più un “make your decision”.
Non mi rimane che provarlo, nonostante non pare per niente user friendly.
