L’(in)utilità del design

By Tarya

Dopo che mi sono caduti gli occhi sui doppi fiammiferi (trovate l’articolo sul mio blog), mi sono sentita in dovere di chiedermi quante volte il design è inutile.
Definisco inutile quel tipo di design che non serve proprio a niente né funzionalmente, né esteticamente.
Il più delle volte i designer sono degli esteti, amano il bello e perciò creano qualcosa di bello, e la maggior parte delle volte, appunto, ci ritroviamo qualcosa che è bello da vedere.
Molti diranno che il bello è relativo, ma permettetemi di ribattere in anticipo, il bello è relativo per quel che riguarda una persona qualora questa persona fosse brutta e noi ne fossimo innamorati, perché i canoni di bellezza non sono relativi, sono gli stessi per tutti. Il fascino, la simpatia, e tutto quel che ci fa innamorare è un’altra cosa. Brad Pitt è bello per tutti, così come la Kidman, forse troppo magra per coloro che vogliono combattere la magrezza perché sovrappeso, ma sempre bella. Il design bello è bello per tutti. È una questione di proporzioni, di linee, ed è così anche per la bellezza delle persone.
Ma dunque, perché ostinarsi a fare del design non funzionale e privo di bellezza? Lo so, è come chiedersi perché il Botta continua a progettare edifici che ci fanno vergognare. Il fatto è che lui è uno e prima o poi smetterà, mentre i designer di cui vi parlo sono centinaia di migliaia. Forse è un mercato saturo, forse per sbucare dal buco (scusate il gioco di parole), bisogna seguire la legge del gossip (“Bene o male, purché se ne parli”). Ma la morale? Non stiamo parlando di pubblicitari, stiamo parlando di designer, loro devono avere ancora un po’ di amor proprio, perché non fanno quello che fanno per conquistare il mondo, lo fanno per essere ovunque, nelle case, nelle mani, nelle tasche e addosso a tutti.
Forse invece è come parlare di moda, quanti stilisti realizzano creazioni che nessuno mai indosserà, neanche ad una festa in costume?
Io continuo a chiedermi perché. Nel caso del web design, ci sono i siti fatti per essere usati e quelli fatti per essere guardati, è vero che spesso la gente fallisce in entrambi i casi, ma di solito sono persone comuni che, come me, giocano a fare i web designer, e non grafici diplomati che hanno scelto quella specializzazione. Un designer diplomato dovrebbe fare o qualcosa che dev’essere usato, o qualcosa che dev’essere guardato. Secondo la mia piccola opinione di aspirante comunicatrice visiva, se realizza qualcosa che non puoi usare e non puoi nemmeno guardare o perché fa cagare o perché non è fatto per esser messo su un mobile o in una casa come “decorazione”, quel designer ha fallito miseramente, e dovrebbe andare a lavorare alla cassa della Migros.

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7 Risposte a “L’(in)utilità del design”

  1. Sab the Cat Dice:

    Parole sante! Ma non sottovaluterei nemmeno le cassiere della Migros, secondo me qualcuna che c’azzecca qualcosa in più dei so-called designers c’è anche lì…
    Per me il design non funzionale perde tantissimo, nel senso che, che te ne fai? Ok, lo guardi… 10 min la prima volta, 5 la seconda, e poi? Poi lo metti lì a prendere polvere se è un oggetto, o non ci vai più se si tratta di un sito che è un PITA da visitare. Ovvio invece che se un oggetto/sito è funzionale, ed oltre a questo è pure bello da vedere, tanto meglio…

  2. Tarya Dice:

    Ok, ma pensa ai design non funzionali e nemmeno belli da guardare, quelli non sono il… MALE?

  3. Sab the Cat Dice:

    Si, decisamente. Vade retro Satana!! Aaaahhhhhhhhhhh

  4. annika Dice:

    mah… a me sembra un po’ troppo superficiale il tuo discorso… oltretutto la bellezza di qualcosa non é relativa perché, nel caso delle persone, alla gente in sovrappeso disturbi la magrezza (davvero una strana affermazione… cmq forse c’é in giro un problemino chiamato anoressia, nonostante nicole kidman é sen’altro una bella donna… tra l’altro una parentesi nella parentesi: 20 anni fa c proponevano come belle donne, donne molto meno magre di ora…) o perché alcune persone le amiamo e quindi sono ai nostri occhi piu belle: la bellezza é relativa perché mutevole a seconda delle mode; é anche sorprendente, esistono visi imperfetti molto belli, e nel mondo della moda o del cinema non vediamo solo bionde stangone dall’algida bellezza come nicole kidman… insomma la bellezza non é una sola e i canoni di essa sono mutevoli. Non sottovaluterei nemmeno il potere della bellezza interiore (trovarla…)
    Nell’arte posso capire la tua perplessità… ma penso che se a volte saltano fuori cose capaci di rivoluzionare o di colpire é proprio perché non si pone un freno alla creatività, é questo che permette all’arte di evolvere. Io penso che nel design si possa ugualmente parlare di arte. Un designer puo cercare di pensare a inventare qualcosa di utile ma dovrebbe anche cercare di innovare, stupire, lasciare un segno… forse ci saranno troppi designer che creano oggettini assurdi e a tuo parere “inutili”, ma di certo ci sono in giro troppi designer che non sono capaci di uscire dalle righe o mostrare un minimo di genialità, originalità. A mio parere osare é importantissimo, sempre.
    Oltretutto se pensi a ciò che ci insegnano come importante e “bello” nel mondo dell’arte e del design a primo acchito spesso é incomprensibile, insomma, la Monna Lisa é particolarmente bella? o utile? certo si può guardarla o appenderla o fare pagare un biglietto x questo… ma senza un po di studio molte opere d’arte del passato possono in un primo momento lasciarci indifferenti.
    Tra l’altro c’é gente che é capace d dire che Picasso fa schifo…senza magari averne mai studiato il percorso..tante volte ciò che di pancia non é bello ha qualcosa da comunicarci, anche se magari non immediatamente… e direi che nel campo della comunicazione visiva é gia qualcosa…
    In alcuni casi ti posso dare ragione ma secondo me cn questi discorsi, soprattutto di bello e utile bisogna andarci un po’ piu piano

  5. Tarya Dice:

    Infatti non parlavo di colore di capelli/occhi, ma di proporzioni e linee, riferendomi al volto. Non ho escluso Marilyn, ma parlavo della Kidman, aggiungendo quella frase, per evitare un “no la Kidman è una stecca, che brutta”. Forse ritenere un corpo magro, o muscoloso, o con le curve al punto giusto, è una bellezza che cambia con le mode, il volto rimane, e lì è una questione di proporzioni e linee, come ho già ripetuto. Ed ho parlato del viso perché, luoghi comuni in cui si guardano tette e culi per primi a parte, è quello che vediamo, e se anche non ci piace all’inizio, spesso diventa bello comunque, per “amore”.

    Il design può essere arte, sì, ma l’arte non può essere design. La Mona Lisa è un quadro famoso, ambiguo, affascinante, resta il fatto che l’arte non ha una vera e propria funzionalità, se non quella di esser guardata e trasmettere, si spera, emozioni. Il design può essere semplicemente bello, e dunque in un certo senso arte, ma se non ha a che fare col trasmettere emozioni né è funzionale, è inutile.

    Il percorso di Picasso sarà anche interessante, ma, nonostante il valore delle opere, io non ne metterei mai uno in casa, perché non mi piace, non fa parte di me. Resta comunque un artista.

    I doppi fiammiferi non li comprerei mai perché non hanno senso.

  6. annika Dice:

    non hanno senso? a mio parere potrebbero essere un interessante progetto per il riasparmio del legno e se realmente esiste il rischio di scottarsi si potrebbe pensare di aggiungere qualche millimetro…insomma un’idea é sempre un’idea, e vale ancora di più se unendo le intelligenze si riesce a migliorarla…
    a proposito di bellezza umana: prendi un altro esempio di bellezza classica, ma se guardi nel corso degli anni sono passate bellezze di tutti i tipi, splendide donne con il nasone o negli anni 20 sopracciglia altissime e labbra a cuore…
    tra l’altro come tu ora teorizzi che esistano proporzioni perfette per il viso c’é chi teorizza che lo stesso valga per il corpo…ma vedi tu stessa che invece anche questo é molto influenzato dai periodi e non tralasciamo, dai mercati.
    A mio parere un conto é dire non mi piace, un conto é dire non é bello, e un azzardo affermare che la bellezza sia una sola…
    io resto comunque dell’idea che ridurre il design a funzionalità e estetica sia riduttivo…

  7. davide Dice:

    il design si deve (di + in questi periodi come non mai) prefiggere l’obbiettivo di abbattere sprechi, costi, rifiuti e poter attribuire ad un oggetto + funzionalità che si possa attirbuire… quindi credo che il doppio fiammifero sia un buon esempio di design; quando si usa un fiammifero lo si usa (quelli normali) una volta sola… bruciando praticamente un terzo di tutto l’intero fiammifero… e la parte dietro?? perchè non utilizzare anche quella?? secondo me è stato geniale proprio nel fatto di rivalutare un oggetto “intoccabile”; se anche tu dici che il design, se non è bello dev’essere funzionale… il doppio fiammifero ha aggiunto il doppio della funzionalità del normale fiammifero, potendolo riutilizzare, il doppio fiammifero è design. io invece definirei inutile quella grandissima invenzione di quella bellissima poltrona denominata “sacco” prodotta dalla zanotta (che ha visto molto lungo sulla ciecità della gente); quella secondo me è un chiaro esempio di non design: preso un sacco e sbattuto in un angolo… ed ecco a voi uno dei pezzi principali del design dell’era industriale (assurdo). Tornando ai famosi doppi fiammiferi: secondo me il signor paolo è riuscito nel suo lavoro eliminando sprechi, raddoppiando l’utilità e perchè no… proponendo un nuovo tema su cui fare sbizzarrire i grafici o designer per il packaging di questi fiammiferi.

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