Archivio per la categoria ‘personal’

D&D, “The Last Remnant” - resoconto 4

29/06/08

Le Varden ringrazia gruppo per aver estirpato piante mutanti e dice a gruppo di ripassare sera successiva per nuovo lavoro, più losco pare. Gruppo esce da villa.
Incontrano personaggio nuovo: un eladrin con armatura e spadone e un bimbo.

- continuo dopo -

D&D, “The Last Remnant” - resoconto 3

27/06/08

Un attimo di pausa, e via. Nuovamente all’avventura.

Pino e Von Spartah si calano dalla roccaforte, usando le corde in loro possesso, e scendono per il sentiero, lasciandosi alle spalle una scia di morte e un lavoro compiuto.
I due arrivano davanti ad un cartello con la scritta “tutte le strade portano a Vizima“. Vi sono tre percorsi: attraversare il passo montano, seguire il fiume o mantenersi sulla strada principale. La bella e la bestia si guardano in faccia e discutono quale strada sia la migliore in termini di praticità e durata; hanno all’incirca una giornata di tempo per raggiungere Vizima e ricevere i nuovi ordini - meglio non perdere tempo.

Proprio nel mentre, un personaggio spaesato e decisamente confuso incrocia gli avventurieri: a prima vista pare essere umano, ma le leggermente appuntite orecchie rivelano la sua reale natura.
Il mezzelfo pare essersi perso e pure lui è diretto al villaggio contadino - perché non unire le forze e viaggiare in insieme quindi?
Von Spartah non è proprio convinto, e non vuole neppure palle al piede. Il tempo è già poco, poche cazzate quindi.
Aldaran, il non umano non elfo, si volta quindi verso un albero e lo colpisce con una violenta saettata magica: Eldritch Blast. E’ un warlock. “Ommioddio” è il primo pensiero del mezzorco, rivivendo una recente spiacevole situazione, ma non è neppure impressionato.
Pure io ci riesco, gnnargghgnarrrgh” è la risposta del piazzato guerriero che si lancia contro anch’esso un albero, per morderlo in modo maniacale. L’eladrin assiste alla scena e non sa più che pesci pigliare…

(continua…)

D&D, “The Last Remnant” - resoconto 2

25/06/08

Dopo numerosi tentativi per non allertare le guardie, il gruppo si ritrova alle strette e deve agire prontamente.
L’ariano, vestitosi come una guardia nera, è al pianterreno: arrivano diversi soldati e gli intimano di uscire con loro per andare a controllare cosa accade all’esterno - il biondo non riesce ad inventarsi niente.

I rimanenti del gruppo, intuendo la gravità della situazione, cercando pure loro di ingegnarsi qualcosa.
Ma niente. L’ariano decide quindi di lasciare la scena, buttandosi da una finestra e fuggendo. Lyanna corre via e, invisibile, sparisce. Goran s’infila nelle ombre per poi svanire furtivo.

Von Spartah e Pino sono gli unici a rimanere all’entrata della roccaforte, in una situazione tutt’altro che individiabile.
Dal portale spunta una figura bassa: è un nano. Il personaggio si presenta: è Grissom Palacio, paladino di Moradin mandato sul posto in seguito a continue voci inerenti a tribù di Coboldi e attività umane losche. Il nuovo arrivato decide quindi di unirsi ai due sfortunati e dargli una mano alla ricerca della preziosa collana richiesta da Borne Krifarg, uomo d’affari con la quale hanno stipulato un contratto.

(continua…)

10k visits! W00t!

24/06/08

E Starving Moon supera il traguardo delle 10′000 visite!

Dalla regia mi dicono che è stato probabilmente per il post sui blackout… Mica male per questo blog, nato a fine marzo-inizio aprile: praticamente, due mesi di vita.

Continuate così fedeli lettori e non!
Nonostante vi sia un apporto e un aggiornamento quotidiano, di questi tempi, come mi pare ovvio, la frequenza di nuovi articoli sarà minore rispetto al periodo d’attività scolastica. Ci saranno pure giorni vuoti, causati da festini, alcool e tanto altro.
Nel frattempo, cambio il banner - qualcosa di più “coerente” e aggiornato (è la foto che ho nel mio portfolio portato alla CSIA e alla SUPSI), spero v’aggradi.

Quindi auguro nuovamente buone vacanze.

Festaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

I blackout alcolici

23/06/08

Dopo aver avuto, per la prima volta in vita mia, dei blackout dovuti all’alcol, mi sono messa a cercare quale fosse la loro causa, giusto per capire ed evitare, perché finché straparlo, non importa molto, ma quando non ricordo, mi viene un fastidio incredibile.

Le ricerche su questo problema sono state iniziate da un certo signor Jellinek negli anni ‘40. In generale si ritiene che l’alcol influisca sempre e comunque sulla gestione della memoria, ad esempio non si riesce ad associare un oggetto al suo nome (e pensare che io ho giocato anche a Tabù). L’influenza sulla memoria nei momenti di blackout è dovuta al fatto che il nostro cervello non riesce più a trasformare il ricordo a breve termine in ricordo a lungo termine, per cui, se ricordiamo che 10 minuti fa abbiamo perso il mojito, mentre siamo ubriachi, non è detto che il giorno successivo ci ricorderemo di aver perso il mojito, né di aver ricordato di averlo perso.
I blackout si dividono in due categorie, quello “en bloc” e quello frammentario. Durante un blackout “en bloc” non ricorderemo quanto accaduto nel periodo di ubriachezza molesta nemmeno quando spinti a farlo, riusciremo però a mantenere una conversazione e realizzare qualcosa di complesso (suppongo che giocare a Tabù lo sia). Invece nel blackout frammentario, ricorderemo perlomeno alcune parti dell’intossicazione, ma saremo inconsci di aver perso delle parti, finché non ci verrà ricordato. Secondo le ricerche i blackout frammentari sono più comuni (olé, ho perso).
Le cause pare non siano sempre dovute alla quantità di alcol ingerita, anch’io mi dico “ho già bevuto di più”. Le ricerche successive hanno dimostrato che i blackout sono causati da un veloce aumento della percentuale di alcol nel corpo del bevitore, dunque da grandi sorsi bevuti in fretta.
Dovrebbe comunque esistere una predisposizione ai blackout, dovuta al fatto che durante la gravidanza mamma ha bevuto.

Spero di esservi stata utile, io adesso sto un pelino più tranquilla e berrò così lentamente che tutti si lamenteranno ancora, ma almeno ricorderò. Buona serata!

D&D, “The Last Remnant” - resoconto 1

23/06/08

Siamo al Porco Arrostito, nota locanda di Sighil. E’ venerdì. Dentro, c’è un manifesto molto grande: “Le merdacce”, con un uomo grosso e verde più un tizio biondo. Non c’è nessuno dei vecchi clienti.

Entra un vecchio umano lentamente, è ansioso, si guarda in giro, nota Lyanna e domanda “Posso sedermi qua?”.“No.”, è la risposta della donna; Lyanna vuol star sola.

Il biondo ariano invita il vecchietto al tavolo, e gli offre una birra.
Maverick gli parla, deve portare un messaggio con un sigillo, un marchio rosso con la sigla KF (il suo signore). Maverick vuole incontrare Krifarg (KF), che cerca avventurieri: “Controlla all’albo” gli suggerisce il vecchio. KF sta in questa città.

(continua…)

Occhiali da sole

21/06/08

U_U ieri ho dimenticato i miei occhiali da sole all’oops, vero che qualcuno di voi li ha presi e riesce a farmeli avere il prima possibile? vi regalo le tempere che mi sono avanzate se riuscite a farli avere a vinh prima delle 15 di domani!

FINISHED!

20/06/08

E’ finito l’anno scolastico.

E pure il CP quindi.
Mi piacerebbe dilungarmi ma, come è possibile immaginare, non è il momento - la sfattanza attende e sono solo di passaggio.
Nei prossimi giorni scriverò qualcosa in merito, per il momento

congratulazioni a tutti e buone vacanze!

D&D - l’inizio dell’inizio pt.2

18/06/08

Ho avuto modo di fare altre due sessioni dall’ultimo resoconto scritto.
All’avventura si sono uniti un allegro nano chierico, una risoluta maga umana e un ambiguo ranger eladrin.

Nella penultima sessione abbiamo avuto un party composto da 6 giocatori ed è stato un buon momento per provare diverse cose.
Long story short, il combattimento prende comunque assai tempo e il turno d’iniziativa è la lentezza stessa se gestita ufficialmente e fedelmente al manuale - quindi per un gruppo auspicherei 4-5 persone massimo e, per decidere l’ordine di ognuno , la soluzione dell’uso delle carte è molto valido.

L’ultimo ritrovo di gioco ho provato ad inserire i giocatori in un dungeon assai particolare facendoli affrontare diverse situazioni: disorientamento geografico, strade multiple, messaggi da decriptare e simboli da interpretare, nemici in maggioranza e organizzati, boss finale.

Ho provato pure ad improvvisare quello che potrebbe essere definito un mini-gioco all’intero del gioco di ruolo stesso. I partecipanti pare si siano divertati e abbiano preso la cosa seriamente, forse anche troppo.

D&D - L’inizio dell’inizio

15/06/08

Ebbene, ieri ho avuto modo di “masterizzare” una prima sessione di D&D 4a Edizione con un allegro e colorito gruppo di avventurieri. Questo gruppo era formato da un chierico ariano (lal), un ranger elfo, un rogue halfling e un paladino nano (da notare, il chierico e il ranger erano neofiti ma se lo sono cavata alla grande)

E’ stata una buona sessione, bilanciata tra fasi di combattimento ed elementi sociali. Tra gli episodi più “epici”, l’inizio alla locanda, i vari discutibili tentativi di salti acrobatici, il dialogo con i cinghiali e la vaporizzazione di un innocente contadino da parte del chierico.

Questo sessioni servono principalmente per ambientarsi e abituarsi alle meccaniche di gioco e per creare una minima esperienza prima dell’inizio ufficiale della campagna, previsto per settimana prossima.

Alcune osservazioni: il chierico rimane una solida classe in grado di cavarsela in modo egregio, il ranger specializzato nell’arco è costretto a mantenere una rilevante distanza dal resto del gruppo, griglie e zone di combattimento sotto i 10 x 10 quadretti sono sconsigliate, il marchio divino del paladino è stato nerfato, il successo di una skill è molto influenzato dal roll del giocatore, il combattimento è più rapido e fluido.